1439, La conversione

L’epistolario di Giovanni da Spilimbergo si compone di trentacinque lettere che trasmettono numerose notizie su Guarnerio: egli infatti è legato a Giovanni da un rapporto di discepolato e di amicizia.
Molto interessante è la lettera XXIX, datata 4 febbraio 1440 contenuta nel manoscritto 141, indirizzata da Giovanni a Tommaso Della Torre.
Senza chiarire i termini della vicenda, Giovanni racconta che Guarnerio «visitate le nevi dei Pirenei, è tornato fra noi come un semidio: a costui, se vuoi saperlo, a malapena potresti toccare l’orlo della veste» (traduzione di Laura Casarsa).
È possibile che il viaggio fosse diretto a Santiago de Compostela.
Pur con tono faceto, Giovanni testimonia che l’animo dell’amico Guarnerio, al rientro, era profondamente cambiato.

Anno del Signore 1439, 15 dicembre

[Guarnerius] profecto, visitatis Pyrenei
 nivibus, fere hemitheus ad nos rediit…
 (Iohannes Spilinbergensis, epistula XXIX)

La neve gelata gli sferzava il volto. Il cavallo faticava ad avanzare. Intorno un candore
indistinto, e il soffio di quel vento costante, che portava con sé un freddo intenso, tale da penetrargli nella veste, pur tanto pesante.
Santiago distava ancora giorni di viaggio, non sapeva bene quanti. Eppure Guarnerio non percepiva la fatica e non si sentiva solo. Aveva intrapreso il cammino per fare chiarezza in sé. La terra natale, lasciata ancor giovane per recarsi a Roma, quella Patria in cui, causa le vicissitudini di papa Eugenio IV, era stato quasi costretto a rientrare, quel suo Friuli gli era parso ostile e refrattario.
Pochi amici, poche idee e pochi libri… E benché Pasqua, l’amatissima figliola, lo avesse seguito e lo accudisse amorevolmente, pure gli sembrava di starsene in confino: come poteva dimenticare la vita della grande città, dov’era fiorita la nuova cultura umanistica, dove c’era una straordinaria Università, dove nella Curia pontificia incontrava ogni giorno i più grandi uomini della Chiesa, con cui confrontarsi, e da cui tanto imparare? Lì anche aveva sperimentato l’amore di una donna, la gioia della paternità!
Nel capitolo della grande cattedrale di Aquileia, come in quello del duomo udinese, era stato accolto senza entusiasmo. Forse pesava il suo trascorso all’ombra del Pancera, forse pesava la sua devozione al Condulmer, il papa veneziano che lo aveva protetto e che poi aveva sollecitato il suo ritorno; e per contro c’erano i tanti prelati ancora fautori dell’Impero, nostalgici di un Patriarcato autonomo e ghibellino… Né lo aiutava la condizione di semplice chierico, per di più accompagnato da una figlia, la quale suggellava la sua comoda condizione laicale: era uno fra i tanti che all’ombra della Chiesa viveva di una comoda rendita.
Il viaggio intrapreso a Santiago gli stava sgomberando il capo di tanti e troppi pesi, ponendolo di fronte alle sue responsabilità, con la necessità improrogabile di una scelta: continuare a rimpiangere il suo passato, o convertirsi, diventare sacerdote, rendersi utile, magari riaffermando in Friuli i valori di quella cultura umanistica che tanto lo aveva affascinato prima a Roma e poi a Firenze.
Ancora sprofondava nella neve, ma il vento si era quietato, così aveva anche cessato di nevicare. Fra i rami il baluginio di una luce nuova. Lontano e poi vicino udì il latrato di un cane. Si fermò in attesa e poco distante, nella neve, intravide la figura di un uomo, forse un giovane, forse un cacciatore. Anche l’altro aveva intravisto lo straniero che per le redini teneva stretta la cavalcatura. Guarnerio fece un cenno, e domandò notizie sulla strada. A fatica intese che il viaggio era lungo, ma la meta raggiungibile.
Si sentì, proprio allora, più in sintonia con se stesso, con la propria condizione di uomo e con il proprio ideale religioso e culturale. I pochi codici che possedeva non potevano forse divenire la base di una nuova e grande collezione libraria? La debole fede in cui si era banalmente coccolato, non poteva rinsaldarsi? E le incertezze e le ubbie, non potevano finalmente dissolversi?
Proseguì il cammino più deciso e spedito, e nuovi propositi gli si aprirono nell’animo.

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