La nostra storia in linea
La nostra storia in linea
inizi del '400
nasce Guarnerio d'Artegna
Discendente dalla famiglia che aveva retto il castello di Artegna fino alla metà del XIII secolo, Guarnerio nasce nei primi anni del Quattrocento, forse nel castello di Zoppola, di proprietà della famiglia dei Panciera, o forse nell'importante centro economico e commerciale di Portogruaro: le fonti romane e quelle udinesi lo riportano infatti, almeno fino al 1436, come Guarnerius de Zopola o Guarnerius de Portogruario.
1428-1434
La formazione a Roma
Due personalità di grande rilievo storico guidano la crescita intellettuale di Guarnerio e ne influenzano profondamente la vita.
La prima è quella del cardinale Antonio Panciera, il quale, conclusa ormai la sua burrascosa esperienza di patriarca, dal remoto castello di Zoppola conduce con sé il giovane famulus fino alla brulicante città di Roma permettendogli così di conoscere un centro dove pulsa vivacemente la nuova cultura umanistica.
1435
Guarnerio in Friuli
Attorno al 1435 Guarnerio lascia Roma, probabilmente anche a seguito degli eventi della rivolta del giugno 1434 contro papa Eugenio IV, che vide il pontefice fuggire rocambolescamente a Firenze, imbarcato sul Tevere nelle vesti di semplice monaco. La fuga del Papa fu infatti coperta dal Patriarca Biagio dal Molin sotto la cui ala protettrice Guarnerio si era posto, cosa questa che – scoperta dai rivoltosi – comportò sicuramente per il Patriarca momenti di difficoltà, privando così Guarnerio della sua protezione.
1439
La conversione
L’epistolario di Giovanni da Spilimbergo si compone di trentacinque lettere che trasmettono numerose notizie su Guarnerio: egli infatti è legato a Giovanni da un rapporto di discepolato e di amicizia.
Molto interessante è la lettera XXIX, datata 4 febbraio 1440 contenuta nel manoscritto 141, indirizzata da Giovanni a Tommaso Della Torre.
1445
Guarnerio vicario del Patriarca
Probabilmente nel 1445 Guarnerio viene consacrato sacerdote e nominato vicarius in spiritualibus et materialibus patrie pro rev.mo d. patriarcha Aquilegensi, divenendo quindi la massima autorità civile e religiosa dopo il Patriarca, nel residuo feudo aquileiese uscito dal concordato del 1445 che aveva definitivamente risolto le questioni ancora aperte tra Venezia e il Friuli, dopo la conquista veneziana del 1420.
La città di San Daniele diviene residenza abituale dei vicari patriarcali, per la sua diretta soggezione al Patriarca anche nel potere temporale, e per la sua posizione centrale rispetto agli altri due feudi di Aquileia e San Vito al Tagliamento, che Venezia ha lasciato al Patriarcato.
1449
Creando la Libraria
Specie dopo la nomina a Vicario nel 1445, e in assenza del Patriarca Ludovico Trevisan (che risiede d’abitudine a Roma), incombono su Guarnerio uffici gravosi, inerenti una diocesi vastissima.
Guarnerio affronta ogni situazione, senza dimenticare mai il sogno di una ricca biblioteca.
Il copista Guarnerio che trascriveva codici per il proprio personale interesse (emblematico il manoscritto 69), ora – grazie al ruolo di Vicario del Patriarca, alla disponibilità di risorse economiche oltre che dei mezzi della Cancelleria patriarcale – assume il ruolo del mecenate e del bibliofilo.
1452
La legittimazione della figlia Pasqua
Nel corso della sua esistenza Guarnerio è sempre accompagnato dalla figlia Pasqua; essa viene legittimata nel 1452, proprio in ragione del matrimonio che contrarrà, subito dopo la legittimazione, con Giovanni, figlio di Bartolomeo Baldana.
Era questi un amico di gioventù di Guarnerio, il quale, dopo un periodo trascorso a Roma con l’incarico di commissario apostolico, era poi tornato in Friuli.
La consuetudine fra i due è testimoniata da una lunga postilla al manoscritto Guarneriano 54: un manoscritto miscellaneo che contiene, fra l’altro, le otto commedie plautine di tradizione medievale, copiato da Guarnerio nel 1436; la postilla, a c. 6r, è vergata nella sua prima parte da Guarnerio, nella seconda e più ampia parte da Bartolomeo; vi vengono elencati luoghi del centro Italia connessi alla cultura e alla geografia del commediografo romano.
7 ottobre 1466
Il testamento e il lascito
Abbandonata fra il 1454 e il 1455 la carica di vicario del Patriarca, Guarnerio sembra dedicare gli ultimi anni al completamento ed alla sistemazione della sua biblioteca, come suggeriscono le Note relative ai libri del 1456 e soprattutto l’Inventario del 1461, nel quale la raccolta libraria viene dal suo proprietario suddivisa, come segno concreto del suo interesse universale per la conoscenza, in quattro sezioni: i testi religiosi, i testi giuridici, le opere dei classici (dove Cicerone spadroneggia con ben 12 testimoni) e gli autori umanisti.
1666
nasce mons. Giusto Fontanini
Giusto Fontanini è l’altro personaggio che contribuisce a rendere grande la Guarneriana.
Nasce a San Daniele il 30 ottobre del 1666 da una famiglia di piccola nobiltà locale e viene presto avviato alla carriera ecclesiastica, prima presso il collegio dei Gesuiti di Gorizia e poi a Venezia dove si laurea in legge e dove, a 24 anni, viene ordinato sacerdote.
Ha una personalità estremamente curiosa ed autonomamente allarga il raggio delle proprie letture, ampliandolo alle scienze umane, filosofiche ma anche a quelle naturali.
1736
Il lascito di mons. Giusto Fontanini
Mons. Giusto Fontanini muore il 17 aprile 1736, disponendo nel proprio testamento - redatto un paio d’anni prima -, che alla sua morte vengano lasciate in eredità alla Comunità di San Daniele la sua collezione di libri (molti dei quali rari ed annotati di sua mano) e quella dei manoscritti e codici costruita nei lunghi anni di ricerca e corrispondenza erudita.
1743
Alla Guarneriana si aggiunge la Fontaniniana
Con l'arrivo del lascito di mons. Giusto Fontanini, il Consiglio dei Dodici, ovvero l’organo rappresentativo della Comunità di San Daniele, dispone l’ampliamento dell’antico Palazzo Comunale, a nord, in direzione del campanile, per la costruzione di una nuova porzione d’edificio nella quale collocare la biblioteca di mons. Fontanini insieme a quella originaria di Guarnerio d’Artegna.
1797
La rapina francese
Giovanni Battista Coluta, successore del primo bibliotecario Giovanni Domenico Coluta, deve subire quella che nella storia della Guarneriana è nota come la “rapina francese”.
L'11 settembre del 1797 il commissario francese Gaspard Monge, su commissione di Napoleone stesso, si presenta in Guarneriana per requisirne i tesori.
XX secolo
la Guarneriana tra le due Guerre
Se l’Ottocento trascorre per la Guarneriana senza grossi turbamenti, non altrettanto si può dire per il Novecento, segnato dalle due grandi Guerre.
Durante la Prima Guerra Mondiale, che vede nella nostra Regione uno dei più cruenti campi di battaglia, in conformità con gli ordini dettati dal Ministero della Pubblica Istruzione, i fondi più importanti della Guarneriana vengono trasferiti, in 12 casse, a Lucca presso la Biblioteca Governativa, dove rimangono fino alla conclusione del conflitto.
Oggi
La Guarneriana oggi
Il nucleo centrale della Guarneriana è la sua Sezione Antica, con un patrimonio strettamente legato al lascito iniziale di Guarnerio d’Artegna (1466) e di mons. Giusto Fontanini (1736), e che si è accresciuto nel tempo grazie a molte donazioni e lasciti, e che oggi è ricco di 600 codici manoscritti, 84 incunaboli, 700 cinquecentine, e comprende circa 12.000 edizioni a stampa antiche.
Civica Biblioteca Guarneriana
Contatti
via Roma, 1 e 10
33038 S. Daniele del Friuli
tel. +39 0432 946560
info@guarneriana.it
Orari sezione Moderna
martedì 9-13 e 14.30-18.15
mercoledì 9-13 e 14.30-18.15
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