Antiche segnature
Il codice figura nell'lnventario del 1461, dove può essere identificato col n. 142: «Antidoeus Laurentii Vallensis contra Panormitam et Fatium in papiro». È il n. XXI del Coluta, la cui segnatura è trascritta a penna sul recto del piatto anteriore, a carta tre e nel cartellino incollato sul dorso. Porta il n° 106 dell'Inventario Liruti, segnatura che, per lo scambio dei piatti, compare capovolta nel margine inferiore di quello posteriore
Osservazioni
Fascicoli: cc. 1-130=13 quinterni, c. 131-136=1 terno. Linee: 44 su 44 rigate a pettine e delimitate lateralmente a mina di piombo su mm 28X15 cm. Scrittura: corsiva più posata di Niccolò de Collibus (cc. 1r-2r), più rapida di Guarnerio (cc. 2r-24r); bastarda di Niccolino da Zuglio (cc. 24r-124r), con frequenti integrazioni al testo di Guarnerio, che si sostituisce al copista per poche righe (cc. 41r, 45r, 53r, 53v) o per interi passi (cc. 39v, 54v, 56r) e scrive alcuni lemmi in greco (c. 80r). Le correzioni sono prevalentemente di mano di Guarnerio che per maggior chiarezza talvolta ricopia a margine anche quelle del copista (ad esempio cc. 30r, 44r e 120r). In alcune cc. altri brevi interventi del de Collibus, come ad esempio a c. 53r. Niccolino da Zuglio ha erroneamente ripetuto lo stesso testo di c. 74r-v a c. 75r-v