Trascrizione/descrizione
Un interessante esempio di codex descriptus: tutte le opere sono infatti copie derivate da quelle trascritte nei Guarneriani 43 o 44. Posteriore al 1456 poiché non compare in quell'Inventario, il manoscritto è elencato nel successivo del 1461, dove può essere identificato col n. 65: «Commentarium rerum Grecarum Leonardi Aretini et alia opera in pergamenis et est deauratus». È il n. CVIII del Coluta, la cui segnatura è indicata nel cartellino incollato sul dorso e trascritta a inchiostro all'interno del piatto anteriore
Osservazioni
Fascicoli: cc. 1-60= 6 quinterni, cc.61-74= setterno, cc.75-104= 3 quinterni, cc. 105-112=1 quaterno, cc.113-123= 1 sesterno, la cui ultima carta è incollata al piatto posteriore; richiami al centro del margine inferiore del verso dell'ultima carta di ciascun fascicolo; linee: 28 su 28 rigate a pettine e delimitate lateralmente a mina di piombo su mm 188x82; scrittura: littera antiqua di Battista da Cingoli, con correzioni e notabilia di Guarnerio, più frequenti dopo c. 69v