Trascrizione/descrizione
La copia fu iniziata, forse a Udine, da Giovanni Belgrado e poi proseguita da Battista da Cingoli (cfr. C. Scalon, Guarnerio e la formazione della sua biblioteca, in: L. Casarsa, M. D'Angelo, C. Scalon, La Libreria di Guarnerio d'Artegna, Udine 1991, p. 30). La prima segnalazione tra i libri dell'umanista si trova nell'Inventario del 1456 a c. 33v «Iohannes Cassianus. Porto mecum» e successivamente nell'Inventario del 1461 al n. 11: «Collationes Iohannis Cassiani in pergamenis deauratus». Nell'inventario del Coluta aveva il n. XLVI, segnatura che si legge sul cartellino incollato sul dorso e dalla scritta sul recto della guardia anteriore
Osservazioni
Fascicoli: all'inizio e alla fine mezzi fogli membranacei originali non preparati e non numerati usati in funzione di guardie, cc. I-290= 29 quinterni; richiami in calce all'ultima carta di ciascun fascicolo, in senso verticale nella prima parte, orizzontale nella seconda; numerazione originale dei fascicoli sul recto della prima carta, nel margine superiore; linee: 36 su 36 rigate a pettine e delimitate lateralmente a mina di piombo su mm 225x105; scrittura: cc. 1r-113r littera antiqua di Giovanni Belgrado, cc. 113v-289 antiqua di Battista da Cingoli; rubriche dei rispettivi copisti, le prime in scrittura minuscola, le seconde in maiuscola; notabilia ai margini di mano di Guarnerio fino a c. 113v, dove scrive il secondo copista