Trascrizione/descrizione
Il codice, trascritto per Guarnerio intorno al 1450 da un copista non ancora identificato, risulta segnalato nell'Inventario del 1461 al n. 84: «Commentaria Cesaris in pergamenis deauratus», ma lo si trova già nell'Inventario del 1456 a c. 33r: «Li commentarii de Cesaro». Reca il n. LVII del Coluta, segnatura che si legge sul cartellino incollato sul dorso e sul recto della seconda guardia
Osservazioni
Fascicoli: foglio di guardie originali all'inizio, la cui prima carta era, fino al Settecento, incollata al piatto anteriore, così, alla fine, era anche per la c. 248, cc. 1-240= 24 quinterni, cc.241-248= un quaterno; segnature dei fascicoli mediante lettere dell'alfabeto sul verso dell'ultima carta di ciascun fascicolo, sul margine esterno, parzialmente asportate dal rifillo; linee: .35 su 35, rigate a pressione su mm 213x103; scrittura: littera antiqua di un copista di scuola veneziana; rari marginalia dello stesso copista, a c. 1r rubrica di mano di Guarnerio