Trascrizione/descrizione
Il manoscritto proviene dallo scriptorium di Guarnerio come attestano le mani di copisti di ambito guarneriano e dello stesso Guarnerio. Utili forse per la storia del codice le registrazioni contabili a c. 208r, riguardanti un Mattia figlio di Lorenzo da San Daniele, datate 1475 e 1476. La sua presenza nella libreria è già segnalata nell'Inventario del 1461 al n. 23: «Sanctus Ambrosius de officiis. Iohannes Crisostomus de compunctione cordis, de reparatione lapsi, quod nemo potest ledi, nisi a semet ipso, sermo de penitentiis, de die iudicii et sermo sancti Isidorii in pergamenis deauratus. Porto mecum». Nell'inventario Coluta è il n. XLII, come si legge dalla scrittura sul verso del secondo foglio di guardia anteriore, sul cartellino incollato sul dorso e su quello che si trova sulla parte alta del piatto anteriore, dove c'è anche la segnatura del Liruti, n. 139
Osservazioni
Fascicoli: cc. I-II= foglio di guardia antico, cc. I-200 =20 quinterni, cc. 201-208= un quaterno; richiami sul margine inferiore dell'ultima carta di ciascun fascicolo; linee: 28 su 28 rigate a pettine e delimitate lateralmente a mina di piombo su mm 185x100; scrittura: cc. 1r-97r littera antiqua di Niccolò de Collibus, cc. 101r-185v antiqua di altra mano, cc. 186r-205r corsiva all'antica di Guarnerio; rubriche del de Collibus fino a c.47r, poi, fino a c. 97, spazi rimasti in bianco; da c. 101r rubriche di Guarnerio; integrazioni al testo e note ai margini di Guarnerio a c. 118r e a c. 161r; correzioni e varianti di più mani; guasto nel margine inferiore destro dei fascicoli XII-XV probabilmente dovuto a topi; restauro antico della membrana (cfr. cc. 116 e 149)