Trascrizione/descrizione
Scritto interamente dal copista Nicolò da San Vito, questo codice è identificabile nell'Inventario del 1456 a c. 33r: «Tullio de oratore» e successivamente nell'Inventario del 1461 al n° 102: «Tulius de oratore et claris oratoribus in pergamenis deauratus». Nell'Inventario Coluta è invece il n. LXIX (cfr. la scrittura a c. 1r). Nel 1948 il codice venne trafugato dalla biblioteca e probabilmente fu in quella circostanza che andarono perdute le carte oggi mancanti, comprese quelle finali dove doveva trovarsi la sottoscrizione del copista. Altre tredici carte, che pure erano state staccate, vennero rimesse al loro posto, come risulta dal verbale della Sovrintendenza bibliografica di Firenze, dove il codice fu depositato dopo il recupero