Trascrizione/descrizione
Codice dello scriptorium guarneriano di notevole interesse per la trasmissione del testo. La mancata collazione di Guarnerio, che non ha aggiunto nemmeno i passi in greco, e i rimandi di una mano non identificata, che permettono di ricostruire l'esatta successione dei
passi nel primo e nel terzo libro, suggeriscono l'ipotesi che egli per ragioni pratiche, abbia dovuto affidare la revisione del testo all'amico Francesco Diana o ricorrere ad altri dell'ambiente veneziano; reca il n. XXIX del Coluta, la cui segnatura è trascritta a penna alle cc. Iv e IIr; assente nell'Inventario del I461 e in quelli successivi, perfino in quello settecentesco del Liruti
Osservazioni
Fascicoli: cc.1-160= 16 quinterni, cc.161-171= 1 sesterno mutilo (la c. 165 è stata inserita successivamente per colmare una lacuna del testo), cc.172-179= 1 quaterno, cc. 180-239= quinterni; richiami sulla destra del margine inferiore delle cc. 10v, 20v, 30v; richiami ornati da brevi volute al centro del margine inferiore del verso dell'ultima carta di ciascun fascicolo nella parte copiata da Niccolino da Zuglio; linee: 33 su 33 rigate a pettine e delimitate lateralmente a mina di piombo su mm 215x115 alle cc. 1-100; linee: 29 su 29 entro mm 207x115 alle cc. 101-239; scrittura: corsiva di Niccolò de Collibus, alle cc. 1r-39v, che interviene in alcuni passi (cfr. cc. 119v, 210v, 228v); nelle successive, tranne le cc. 233v-234r, bastarda di Niccolino da Zuglio, che cambia modulo di scrittura e taglio di penna alle cc. 101r-164v