Trascrizione/descrizione
Fittamente annotato da Guarnerio e utilizzato come exemplar dei Guarner. 110 e 56, sebbene si tratti di un volume di bella fattura e legatura, questo codice è considerato da Mariani Canova il primo del gruppo di quelli ornati «alla moderna» da un collaboratore di Cristoforo Cortese. Compare in entrambi gli Inventari: nel primo può essere identificato a c. 33v col «De ingenuis moribus»; nel secondo col n. 131: «Petrus Paulus Vergerius de ingenuis moribus et Franciscus Barbarus de re uxoria et Guarinus de liberis educandis in papiro». Reca il n. CXII del Coluta, la cui segnatura è indicata a inchiostro sul recto della prima guardia anteriore e nel cartellino incollato sul recto del piatto anteriore
Osservazioni
Fascicoli: cc. I-VIII= 1 quaterno, cc. IX-X= foglio, cc.1-49=5 quinterni, cc. 50-56 quaterno mutilo dell'ultima carta; linee: 36 su 36, mm 170x118, alle cc. 1-50; linee: 44/45 su 44/45, mm 210x170 ,su due colonne, alle cc. 50-54; linee: 44 su 44, mm 227x120, alle cc. 55-56, tutte rigate a pettine e delimitate lateralmente a mina di piombo; assenti o rifilati i richiami; scrittura: bastarda di tipo umanistico a cc. 1r-50r, con richiami al testo e marginalia di mano di Guarnerio nella corsiva tipica del periodo intermedio; corsiva di piccolo modulo, probabilmente dello stesso copista, alle cc. 50v-54v e 55r-56r.