Trascrizione/descrizione
Il manoscritto non risulta segnalato nella libreria di Guarnerio, tuttavia l'appartenenza alla sua biblioteca sembra provata dalla presenza di apografi che si ritrovano nel Guarneriano 98, sicuramente guarneriano. Sulla provenienza del codice si possono fare delle ipotesi considerando i documenti membranacei utilizzati come guardie, di mano del notaio "Dominicus quondam magistri Andree Corace" (?), datati 1297, come si legge sulla prima guardia, in cui sono nominate località come Padova e alcune ville del padovano, tra cui: «Monselix, Este, Montagnana, Limena, Paluello». La seconda mano appartiene al copista Portulano. Nell'inventario Coluta il codice aveva il n. CLXXI, come si legge sulla parte alta della tavoletta anteriore e sulla prima guardia
Osservazioni
Fascicoli: all'inizio e alla fine fogli membranacei, in funzione di guardie, ottenuti da documenti del notaio Dominicus quondam magistri Andree Corace, con le carte esterne incollate ai rispettivi piatti; cc. 1-88= 11 quaterni, cc. 89-108= 2 quinterni, cc. 109-132= 2 sesterni, cc. 133-142= 1 quinterno, cc. 143-
166= 3 quaterni; linee 35/38 su 35/38 rigate e delimitate lateralmente a mina di piombo su mm 139/158x104/106; talora non c'è scrittura sulla prima linea; forellini di guida ai margini; richiami in calce all'ultima carta di ciascun fascicolo, in posizione centrale, chiusi di solito in riquadri rettangolari a tratti di penna, abbelliti da piccole volute o tratteggi a inchiostro rosso, alle cc. 143 e seguenti, da tre puntini per ciascuno dei quattro lati; scrittura: lettera textualis di tre mani diverse: cc. 1r-105r, 105r-141r, 143r-166v; la seconda di un copista di nome Portulano (cfr. la sottoscrizione a c. 141r), a c. 14r minuta corsiva di altra mano; rubriche e lemmi a inchiostro rosso; ai margini integrazioni e richiami al testo fino a c. 141r, più numerosi nella prima parte, dovuti ai rispettivi copisti