Trascrizione/descrizione
Il codice, proveniente dalla biblioteca di Marco Tato, è menzionato sia nell'Inventario del 1456: «Hyeronimus super Matheum», sia nell'Inventario del 1461 al n. I5: «Hieronimus super Matheum deauratus». Corrisponde al n. XXXVIII del Coluta, la cui segnatura è riportata all'interno del piatto anteriore; all'esterno dello stesso la numerazione del Liruti (n. 153)
Osservazioni
Fascicoli: quaterni, tranne cc. 1-2= foglio di guardia, cc. 173-176= duerno, cc. 177-178= foglio di guardia; numerazione dei fascicoli in cifre romane da I a XXI al centro del margine inferiore dell'ultima carta (cc. 10v-172v(; linee: 26 su 26 rigate a secco su mm 210x110; forellini di guida nei margini; scrittura: littera textualis incipiente; aggiunta in bastarda del XV sec. a c. 178v; glosse marginali e notabilia di mano del copista e di altre mani, fra cui quelle di Marco Tato (cc. 29v, 74r, 79v) e di Guarnerio (c. 153v)