Trascrizione/descrizione
Il codice, proveniente dal fondo librario di Marco Tato, è menzionato sia nell'Inventario del 1456: «Item sermones Innocentii», sia nell'Inventario del 146I al n. 14: «Sermones Innocentii tercii in pergamenis deauratus». Corrisponde al n. 1 del Coluta, la cui numerazione è riportata sul dorso e a c. Ir (primo foglio di guardia anteriore); all'esteno del piatto anteriore è conservata anche la numerazione del Liruti (n. 60). L'identificazione della mano che ha fatto le aggiunte ed alcune note maginali, prima di Guarnerio, consente di identificare in Marco Tato pievano di Marano il possessore de codice
Osservazioni
Fascicoli: cc. 1-32= quaterni, cc. 33-47= composizione irregolare, cc. 48-59= sesterno composto in modo irregolare, cc. 60-83= quaterni, cc.84-103=quinterni, cc.116- 121=terno, cc. I22-I29= quaterno, cc. 130-139=q uinterno, cc. 140-143= quaterno privo della prima, quarta, sesta e settima carta, cc. 144-153= quinterno, cc. 154-162= quinterno privo della settima carta, cc. 163-174= sesterno composto in modo irregolare, cc. 175-190= quaterni, cc. 191-196= quaterno privo della prima e seconda carta, cc.197-228= quaterni, cc. 229-231= duerno privo dell'ultima carta, cc. 232-235= due fogli; richiami al centro del margine inferiore dell'ultima carta di ciascun fascicolo; linee: 29 su 29rigate a mina di piombo su mm 205x110; forellini di guida conservati nei margini; scrittura: littera textualis di mani diverse; correzioni e notabilia coevi nei margini; glosse marginali originali e aggiunte in bastarda di Marco Tato e in corsiva all'antica di mano di Guarnerio