Benvenuto in Guarneriana

Il nucleo centrale della Guarneriana è la sua Sezione Antica, con un patrimonio strettamente legato al lascito iniziale del suo fondatore Guarnerio d’Artegna ed a quello, successivo, di mons. Giusto Fontanini.
È grazie al ruolo di vicario del Patriarca d’Aquileia, ricoperto per un decennio dal 1445, che Guarnerio poté farsi testimone dei nuovi ideali culturali e sociali dell’Umanesimo, realizzando l’idea di una biblioteca mirabile come la Guarneriana, con le migliori opere classiche e contemporanee.
Nel 1466, morendo, Guarnerio lasciò alla comunità cittadina i 173 manoscritti che aveva raccolto nella sua vita perché, come dettò nel suo testamento, «se alcuno... volesse sopra detti libri legere o studiare et al Consilio e Comunità piacesse, possa sopra detti libri e nell’istessa libraria a non altrove legere et studiare...».
Nasceva così la prima biblioteca civica del Friuli e una delle prime istituzioni di pubblica lettura d’Italia.
Nel 1736, memore del gesto di Guarnerio, il sandanielese Giusto Fontanini, esponente di rilievo della Chiesa ed intellettuale finissimo, alla sua morte, lasciò alla città la sua biblioteca, ricca di un centinaio di manoscritti e oltre 2mila volumi a stampa, donando anche i fondi per darle consona collocazione insieme alla raccolta di Guarnerio.
Con l’arrivo del lascito Fontaniniano, il Consiglio dei Dodici, ovvero l’organo rappresentativo della Comunità di San Daniele, dispose l’ampliamento dell’antico Palazzo Comunale e la costruzione di una nuova porzione d’edificio nella quale collocare la biblioteca, completandola con la splendida libreria in noce, che ancora oggi stupisce chi entra in Guarneriana.
Nel 1743 i codici di Guarnerio e i volumi di mons. Fontanini vennero tutti collocati negli incantevoli scaffali che ancora li conservano.
Altre donazioni hanno nel tempo arricchito il patrimonio della Guarneriana e oggi la Biblioteca vanta una collezione di 600 codici, più di 80 incunaboli, oltre 700 cinquecentine ed altre preziosità a stampa per oltre 12mila libri antichi.

Le immagini della Gallery fotografica sono di Ingrid Wight, Euro Diracca e Christian Rumiz (Circolo Fotografico Battigelli)